Volete passare una bella vacanza a rilassarvi, oppure a scoprire montagne incantevoli o ancora a fare delle lunghe sciate e tanto altro?

Venite a in Val di sole!

Samoclevo è un paesino in Val di Sole in Trentino.

A pochi chilometri dagli impianti sciistici di Marilleva, Folgarida, Mestriago, Tonale, Madonna di Campiglio.

Circondato da montagne, sentieri, malghe, rifugi, posti incantevoli per ammirare da vicino le meraviglie della natura.

In passato Samoclevo era un paesino importante, infatti da qui si poteva controllare il passaggio delle persone e delle merci nella valle. Samoclevo, inoltre, era al sicuro da possibili inondazioni del fiume Noce, che attraversa a fondo la Val di Sole, ed oltre a ciò il paese può godere della luce del sole per tutta la giornata. Si pensa che grazie a questi due fattori, Samoclevo fu un paese considerevole e, dopo il ritrovamento nel 1939 di una moneta di bronzo nei pressi del cimitero, si è supposto che venne popolato fin dalla preistoria locale. Samoclevo è circondato da grandi prati di meli, che ne costituiscono la principale coltivazione. Le mele, sono infatti molto importanti per il paesino e rappresentano la primaria attività lavorativa. I samoclevi, oltre ad essere bravi agricoltori, sono stati inoltre bravi allevatori. In passato venivano allevate mucche, capre, pecore, maiali e galline e vengono ancora allevati da qualche fattore.

La chiesetta risalente al 1480 circa ha sempre rappresentato per la comunità di Samoclevo, un importante centro di rapporti sociali e naturalmente di incontro religioso. La chiesa dedicata a San Vigilio, costruita alla fine del 1400 è costituita da tre altari ed è stata recentemente ristrutturata. Sono stati ritrovati ricoperti da pitture precedenti, sopra l'altare, due angioletti risalenti all'ottocento. Ora sono stati riportati alla luce e proteggono l'altare da sopra.

Gli abitanti di Samoclevo, nella loro storia, hanno subito carestie e pestilenze, perciò hanno dedicato la loro vita al duro lavoro per guadagnare un pezzetto di pane. La documentazione per descrivere momento per momento la vita di Samoclevo, è molto scarsa, perciò non se ne può fare un'accurata enunciazione. Sono state trovate parecchie carte, ma sono difficili da collegare e da comporre in un quadro generale, ma esiste un documento che spiega dettagliatamente la vita in un determinato periodo. Questo documento è la carta di regola, risalente al 1618. La carta di regola è un insieme di venti pagine in cui sono riportate tutte le regole per gli abitanti del paese. Vi è scritto come ci si deve comportare con i vicini, con il pascolo, con il bestiame, con le malghe, con il bosco, con i masi e con le altre cose quotidiane.

Sopra Samoclevo, sulle pendici del monte Vesa, a 983 mt. sorge il castello della Rocca. Da lassù si ha una bellissima prospettiva alpina, ed è per questo che è stata costruita proprio lì. Non si conosce la precisa data di costruzione della Rocca, ma si conosce la sua esistenza dal 1200, prima non se ne sa niente.

Si crede che sia stata costruita dai romani o dai longobardi. La Rocca fu l'abitazione di importanti famiglie feudali come quella dei Thun e dei Caldesio. Dopo il 1613 i Thun si trasferirono al vicino castello di Caldes, appena restaurato e i contadini di Samoclevo si impossessarono della loro Rocca. Nel ‘400 il castello venne distrutto e poi ricostruito. Ancor oggi, ci sono dei piccoli resti dell'antica cappella affrescata. La Rocca è composta di una torre quadrangolare al centro di un recinto murato e di una parte residenziale aggiunta dopo la costruzione della torre.

Si dice che in passato venne utilizzata come centro militare o perfino come punto di rapina. La Rocca fu più volte scenario di scontri tra vescovi e famiglie importanti , per impossessarsene. Nei pressi della Rocca sono state combattute cruenti battaglie, durante la quali il sangue scorreva lungo la strada, perciò questa venne chiamata la strada delle “Piscine”. Dopo varie successioni di famiglie, la Rocca venne definitivamente abbandonata nel 1885 a causa del crollo del tetto sulla torre. Ora è in possesso di una famiglia di Samoclevo che la gestisce da molti anni.

 

Parte delle informazioni sono state raccolte dal libro “Samoclevo in Val di Sole e la sua carta di regola” di Udalrico Fantelli.

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